Paola Bonfante

Aldo Fasolo un biologo a 360 gradi dalla parte dell’altra metà del cielo

Si è curiosi soltanto nella misura in cui si è istruiti. Jean-Jacques Rousseau, Emilio o Dell’educazione, 1762 Ho avuto la ventura di conoscere Aldo quando lavoravo per la mia tesi di laurea in biologia nel lontano autunno 1969. Il dottor Aldo Fasolo era un giovane cappelluto e barbuto assistente del professor Valdo Mazzi, direttore dell’istituto di Anatomia Comparata. Gli anfibi erano a quel tempo il principale oggetto di indagine del gruppo di ricerca e quindi anche il mio argomento di tesi si sviluppò in quel contesto: il mio compito era quello di controllare alcune tappe della spermatogenesi nel tritone, ed ero seguita dal professor Camillo Vellano. Anche se i risultati del lavoro non furono certo eccezionali, capii subito che il lavoro sperimentale mi affascinava, che c’era la possibilità di pensare, di usare il cervello (forse) e sicuramente di fare azioni che richiedevano una certa manualità..insomma tutti aspetti che mi divertivano.

Iniziai quindi la mia vita da biologa apprendista contemporaneamente a una nuova vita personale nell’autunno 1970: ebbi una borsa di addestramento alla ricerca CNR e un matrimonio (allora usava così).aldo_35

Tuttavia, con la borsa al Centro di Micologia del Terreno ero approdata a un altro universo, quello dei funghi. Non vedevo molte affinità con il lavoro di Aldo se non nel proporre ai nostri amici funghi e cervella fritta…Ma mi sbagliavo.

Aldo -con il suo stile maestro a 360°- non lesinò consigli, lezioni, raccomandazioni suggerimenti alla sua imbranatissima moglie/allieva. Ogni giorno monitorava i miei progressi e criticava (facendomi arrabbiare moltissimo) il razionale del mio lavoro (assai povero in realtà..) . Tuttavia, e nonostante il suo spirito a quel tempo assai maschilista, aveva apprezzato l’attività del collettivo Donna e Scienza che insieme con altre colleghe avevamo fondato verso il 1977. Da parte mia non avevo avuto dubbi a teorizzare che: sei donna? Vuoi fare scienza? Allora è meglio che trovi un partner che faccia qualcosa di simile a te..solo così potrà condividere le tue motivazioni e i tuoi sogni.. Non tutte le mie compagne erano così sicure della veridicità delle mie affermazioni. Ma in realtà quando vinsi una borsa di studio per andare a Parigi, Aldo si rivelò un padre delizioso.. andava alle riunioni scolastiche dove la direttrice, la dottoressa Maria Teresa Fontana Alfieri diceva “…care mamme e ops caro papà.. “.

E’ anche vero che l’ambiente scolastico ha sempre interessato Aldo: così fu lui a tenere i contatti con i professori di nostro figlio per tutta la carriera scolastica di Davide. Gli ho sempre lasciato con entusiasmo questo onore. Quindi so far, so good..

Ma che cosa è successo poi? Aldo come si sa è curioso, curiosissimo..ad un certo punto trovò interessanti le cose che stavo facendo….e quando –ammetto molto di rado- qualcuno dimostrava interesse verso di me e chiedeva ragguagli su che cosa stessi facendo, lui prontamente interveniva e in qualsiasi lingua parlando velocissimo intratteneva l’interlocutore su tartufi, funghi micorrizici, simbiosi, interazioni , comunicazioni ecc.. per non parlare in tempi più recenti di organismi geneticamente modificati, dell’agricoltura sostenibile eccetera..Sicuro e senza dubbi. Che fare? Mi sono rassegnata. Non mi offendo più. Purtroppo è anche vero che lui racconta la MIA storia in modo molto più divertente.

Conclusione: un biologo a 360 gradi è una vera risorsa anche per la vita: ti ruberà la battuta, ma è certo che ti sa quasi sempre dare una risposta, affidabile.

Conservare lo spirito dell’infanzia dentro di sè per tutta la vita vuole dire conservare la curiosità di conoscere, il piacere di capire, la voglia di comunicare.
Bruno Munari

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