Massimo Beltramo

I nostri destini si sono legati grazie a Fosca, o forse bisognerebbe dire grazie alla Guardabassi e Campantico che hanno relegato Fosca in Calabria durante il periodo della mia tesi obbligandola a « regalare » a te e al professor Mazzi la patata bollente dello studentello, all’epoca imberbe. Non so se il regalo sia stato particolarmente gradito visto che avevi già un numero ragguardevole di studenti in tesi, per di più uno studente che non si era neanche peritato di seguire il tuo corso….. Comunque sia questo ha permesso di stabilire un legame che nonostante il tempo passi e la mia distanza sia fisica che scientifica dal dipartimento abbia sempre fluttuato su delle orbite piuttosto lontane ha continuato a sussistere. Questo grazie a delle occasioni distanti nel tempo ma ancora ben presenti nella memoria come la festa nella vostra casa di campagna nella zona di San Sebastiano Po con grandi mangiate (dolci della premiata pasticerria di famiglia) e attività sportive varie. Oppure in occasione delle tue lezioni a Parigi durante il mio dottorato con uscita serale al cinema per vedere il famoso film smoking/ non-smoking di Alain Resnais, ma ahimé non so più quale dei due. Conservo ancora affettuosamente attraverso tutti i miei vari vagabondaggi le due stampe di colibri, attualmente appese nella mia casa francese, estratte se ben ricordo dal famoso libro di Buffon Histoire Naturelle, che mi avevi portato quando vivevo a San Diego ed eri venuto al Neuroscienze. Ricordo anche un pranzo dopo un mio seminario a Torino dove discutemmo assieme a Paolo Giacobini del GPR54 et GPR55 e come ci ritroviamo adesso tutti e due (Paolo ed io) a lavorare in Francia su ricerche simili. Più triste l’ultimo ricordo in occasione della giornata in memoria di Fosca. Frammenti sparsi lungo questi 25 anni di conoscenza. E difficile immaginare che tu possa lasciare la ricerca e non percorre più i corridoi del dipartimento con il tuo incedere a passettini veloci, sempre indaffarato ma sempre affabile e disponibile a scambiare due parole. Il piacere di poter intrattenersi a discutere delle cose più varie e uno degli aspetti che ho sempre apprezzato durante i nostri incontri perché, almeno per me, parafrasando una celebre frase « non di sola scienza vive il ricercatore ». Il lato dell’intellettuale mi ha sempre affascinato anche se ammetto che non sempre sono riuscito a seguire il tuo pensiero che di-vagava per me su un terreno impervio un po’ troppo metafisico-filosofico. Questi pochi pensieri un po’ squinternati messi assieme su un treno in viaggio di ritorno da un congresso a Strasburgo spero che ti faranno sorridere e permetteranno di perpetuare la nostra amicizia.

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