Marcello Costa

Memorie di Aldo Fasolo – Adelaide Novembre 2013

Conosco Aldo da tempi immemorabili. Dai tempi degli anni ruggenti dei 60. Come ci siamo conosciuti non ricordo, perchè mi pare che ci conosciamo da sempre. Mi pare di avere sempre avuto un fratello torinese, un vero torinese, io che lo sono di nascita, di famiglia ma, essendo vissuto prima in Argentina da ragazzo e poi in Australia da una vita, sono torinese solo un po’ di animo. Una delle gioie di tornare a Torino ogni anno è stata anche il sapere dei avere degli amici cari che si ricordavano di me. Anzi molto più di ricordare. Per decenni Aldo è stato il mio agente ufficiale nel mantenere i miei rapporti con l’Italia. Non c’era volta che non sapesse quando e chi conoscevo o rivedevo per caso, e tesseva eventi che di fatto mi permettevano di mantenere e sviluppare contatti nuovi e vecchi altrimenti perduti.

Aldo è a mio avviso un tipico torinese, con la bonarietà di chi la sa lunga e non nasconde un certo orgoglio di mostrarsi più piemontese di quello che è, solo per ricordare a tutti, certamente a me, con gentile fermezza, che dopo tutto Torino, l’Italia in generale non è poi da buttar via e che chi come me se è andato all’estero potrebbe anche apprezzarla di più. Ha avuto ragione in tutto questo il mio caro amico Aldo. Con la saggezza e con conoscenze sempre fresche, che ha permesso il sottoscritto, migrante intellettuale, di tornare e provare idee, spesso mezzo sviluppate, di scienza e filosofia, su amici, colleghi e persino sui poveri studenti di dottorato. Non so se riuscirò mai a scrivere queste idee in modo completo, ma certamente se non riuscirò non sarà certo per mancanza di stimolo da parte di Aldo e degli altri amici vicino come Davide, Carla, Giuseppina e Giacomo.

Non posso parlare di Aldo senza pensare a Paola, ragazza, donna di fascino e forza, senza la quale certamente il buon Aldo sarebbe molto, molto meno. Daniela ed io siamo stati spesso ospiti a casa loro e anche quando capitammo con amici nuovi, la loro ospitalità raffinata ma facile, ci ha reso le visite memorabili e sopratutto ci ha fatto sentire un po a casa.

Grazie a questa ospitalità da vecchi amici Aldo e Paola ci hanno permesso di tornare sempre più di frequente e ridiventare entusiasti di Torino. Questo è un segno loro di alta umanità di generosità intellettuale e fattuale. Abbiamo avuto tanti momenti belli anche quando Aldo venne per ben due volte in Australia, una da solo come scienziato e l’altra con Paola per vedere assieme un pezzo di questa terra fra le più selvagge e belle sulla terra. Anche in questo da buon torinese, Aldo non si lascio’ colpire troppo da quel mondo così diverso. Ne apprezzò il meglio e come tanti piemontesi, falsamente considerati un po troppo montanari, ma che di fatto hanno popolato e con successo tante terre lontane, si sentì completamente a suo agio. Compagno di viaggio ideale.

Di Aldo vorrei pensare di averlo come un amico lontano ma sempre disponibile, proprio come un buon fratello. che sapesse che anche io lo considero un fratello.

Vale Aldo

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